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Concorso d’idee per la riqualificazione delle aree circostanti la sede municipale del Comune di Collebeato (BS)

Anno 2008
Esito concorso: 3° classificato

Gruppo di progettazione: Arch. Simone Papais (capogruppo), Arch. Giovanni Marconi


Il progetto si muove all’interno di una realtà urbana frammentata, caratterizzata da un’edilizia rada che si stende a bassa intensità sul territorio; la scelta è stata quella di operare nella frammentazione, mantenendo il carattere di autonomia formale e funzionale degli edifici esistenti, e progettando un edificio come elemento autonomo che si proietti nello spazio urbano definendone la configurazione.
La sfida progettuale è proprio quella di accettare l’intorno e di tentare di connotare le aree urbane come ambienti, con materiali, finiture e proporzioni tali da definire più spazi pubblici che abbiano delle qualità per divenire veri e propri “ambienti urbani”, ossia luoghi che siano non solo palinsesto per i flussi ciclopedonali ma che possano essere “luoghi dello stare”.


L'EDIFICIO

L’edificio di nuova costruzione costituisce l’elemento che informa anche lo spazio pubblico circostante. Il suo orientamento definisce la scansione della pavimentazione in lastre di beola grigia (posata “a correre”) così come i rivestimenti lignei delle facciate sono riproposti nella pavimentazione del percorso–spina dorsale, realizzata in cemento battuto con l’impressione della scansione e della venatura dei medesimi elementi lignei utilizzati come “casseforme-stampo”.
L’edificio si caratterizza innanzitutto per la copertura sporgente la quale, congiuntamente all’articolazione dei volumi al piano terra, consente di accedere alle varie attività sempre attraverso spazi coperti. Dal lato ovest è possibile accedere alle attività terziarie-commerciali, dal lato sud è possibile accedere all’atrio che conduce alle attività civiche situate al primo piano ed infine, dal lato ovest, interamente vetrato al pian terreno è possibile visionare (al coperto) le vetrine delle attività terziarie-commerciali ed accedervi dagli ingressi previsti.


DESOLIDARIZZAZIONE

L’edificio è costruttivamente concepito attraverso l’assemblaggio di componenti strutturali e di rivestimento; in questo modo tutti gli elementi costruttivi che lo compongono sono assemblati “a secco” (senza malte o getti di calcestruzzo) comportando rapidità nei tempi di costruzione (in quanto gli elementi arrivano in cantiere già predisposti al montaggio) e soprattutto permettendo, alla fine della vita utile o funzionale del manufatto, di smontare pezzo per pezzo l’edificio e di riciclarne tutte le componenti senza produrre macerie e scarti indifferenziati da smaltire in discarica.


COMFORT E SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE ED ENERGETICA

L’involucro edilizio è stato progettato in modo da ottimizzare il comfort ed il benessere ambientale e da ridurre al massimo le perdite per trasmissione del calore, adottando elevati spessori isolanti nelle partizioni opache e soluzioni tecnologicamente avanzate affinché il fabbisogno di energia per il riscaldamento invernale sia molto basso. Il fabbisogno di energia per il raffrescamento estivo è invece ridotto al minimo grazie agli aggetti della copertura sul lato sud ed ovest in modo che la radiazione solare non incida direttamente sulle facciate nei mesi estivi.
Oltre all’ottimizzazione dell’involucro, è stata adottata una serie di impianti che favoriscano l’uso efficiente delle risorse. Infatti sia il riscaldamento invernale che il raffrescamento estivo sono realizzati con un impianto ad aria azionato da una Pompa di Calore (PDC) geotermica, la quale scambierà energia con il terreno tramite apposite perforazioni nel sottosuolo. A questo si aggiunge l’impianto del Recuperatore del Calore di ventilazione (RC) il quale consente di ottimizzare il sistema di ventilazione e riciclo dell’aria all’interno dei locali, oltre che di risparmiare una quota rilevante di calore altrimenti disperso per la ventilazione naturale del’edificio.
L’attenzione al recupero delle risorse non rinnovabili è infine testimoniata dall’adozione dell’impianto di recupero delle acque piovane, le quali saranno raccolte in copertura e inviate, previa filtrazione, ad un apposito serbatoio ubicato al piano interrato ed in seguito riutilizzate per gli sciacquoni dei servizi igienici e per il circuito idraulico che alimenta le vasche d’acqua previste in progetto.